La stampa 3D in metallo di Desktop Metal come futuro per le imprese

Desktop Metal, startup fondata nel 2016 dall’imprenditore Ric Fulop e da quattro professori del MIT, ha raccolto oltre 277 milioni di dollari da investitori come Kleiner Perkins, General Electric, BMW e Ford, e ad oggi ha un valore di oltre 1 miliardo di dollari.

In questi soli due anni di attività l’azienda sta suscitando moltissimo interesse per le innovazioni che promette di portare nei sistemi di produzione.

Aziende come Google e Medtronic stanno già acquistando il primo sistema di stampa 3D per metallo introdotto da Desktop Metal – Studio System – per progettare e prototipare componenti metallici.

La stampa 3D di Desktop Metal vuole trasformare la produzione e diventare il punto di riferimento dell’ampio mercato della fabbricazione dei metalli, che si stima essere del valore di oltre un trilione di dollari.

Fulop, CEO dell’azienda, afferma: “Durante i primi 20 anni di stampa 3D la tecnologia era troppo lenta e costosa, motivo per cui il suo utilizzo principale era la prototipazione. Oggi la stampa tridimensionale sta finalmente iniziando ad essere utilizzata per la produzione di massa di grandi volumi.

Non dimentichiamoci che la stampa 3D dei metalli è particolarmente complessa. Le macchine non possono estrudere il metallo fuso nel modo in cui le stampanti 3D desktop spruzzano i polimeri, poiché le macchine dovrebbero funzionare a temperature di diverse migliaia di gradi.

Le stampanti 3D di Desktop Metal utilizzano una tecnologia chiamata Fused Deposition Modeling, proposta per la prima volta da Ely Sachs nel 1989, in uno dei primi brevetti depositati sulla stampa 3D in cui si combinano polveri metalliche e un polimero legante. Dopo che il polimero si indurisce, un forno brucia il polimero e fonde insieme il metallo in un processo di “sinterizzazione”.

La domanda che sorge spontanea è: come mai ora la stampa 3D in metallo è praticabile e non lo era nel 1989? Sachs ipotizza che i materiali ora sono più economici e le tecniche di produzione hanno raggiunto un maggior livello di maturità, come ad esempio la sinterizzazione – parte fondamentale del processo di stampa del metallo. Sachs afferma anche che in precedenza nessuno ne aveva mai visto il vero potenziale.

I sistemi di stampa 3D di Desktop Metal

Studio System è una soluzione desktop per la realizzazione di prototipi in metallo che utilizza un ugello per estrudere polveri metalliche miscelate con un legante polimerico per formare un oggetto tridimensionale.

Studio Production è un sistema di produzione industriale che promette di essere la prima stampante 3D in metallo in grado di produrre in serie. Questa stampante spruzza la polvere metallica in un modello dettato da un file digitale e deposita l’agente legante in un “getto a passaggio singolo”, ciascuno strato di soli 50 micrometri di spessore.

Il processo è cento volte più veloce e l’80% più economico rispetto alle macchine di produzione additiva basate su laser.

Desktop Metal  annuncia che la stampante 3D Production sarà disponibile nella seconda metà del 2019, ma in un primo momento verrà resa disponibile per i cosiddetti “Pioneers”, aziende pioniere come Ford e Milwaukee Tool Corporation, che daranno una prima valutazione in termini di velocità, economicità e flessibilità rispetto alla produzione tradizionale.

Fulop crede che le sue stampanti in metallo tridimensionale cambieranno la produzione: le linee di assemblaggio saranno consolidate, le catene di fornitura abbreviate e la produzione di massa personalizzata. “Oggi un’azienda può fare motori in una postazione e dispositivi di imaging medicale in un’altra. Entro la metà del secolo, un produttore sarà in grado di costruire ciascun prodotto in entrambe le postazioni e renderlo disponibile al mercato locale stampando la maggior parte delle parti e eseguendo l’assemblaggio finale in loco. L’innovazione nella produzione sarà più economica e veloce.

Conclusioni

È difficile immaginare appieno le strutture economiche di un mondo dove i sistemi di stampa 3D vengono utilizzati per una produzione di massa e con volumi elevati. Quello che è certo è che ci saranno ancora le fabbriche, probabilmente i designer saranno più numerosi dei macchinisti. I prodotti saranno adattati alle esigenze e preferenze locali. Ci saranno meno magazzini. Le fabbriche stesse saranno più numerose, più piccole e gestite da una corporazione altamente tecnica.

Qualsiasi cosa ci riservi il futuro noi saremo qui a raccontarvelo!

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